Come diventare un Web Marketing Manager & Digital Strategist?

È la domanda che mi pongono ogni giorno i miei giovani studenti, ma anche professionisti. 8 consigli per diventare un Web Marketing Manager & digital strategist. 



Ma partiamo dall’inizio: era circa il 2000 quando accanto alla tradizionale disciplina del marketing veniva alla luce un’altra competenza richiesta dal mondo del lavoro e dalle aziende: la conoscenza del mondo web.



L’avvento di internet in quegli anni raggiunse una diffusione capillare di accessi alla rete di computer di soggetti privati creando centinaia di milioni di utenti connessi. Si realizzò così una diffusione sempre più spinta di personal computer, un aumento dei contenuti e servizi offerti dalla rete avendo di mira l’usabilità, l’accessibilità, la user-friendly experience e la velocità di trasferimento dati.
In quegli anni nacquero e si diffusero anche le piattaforme social che andavano a rispondere all’esigenza dei singoli individui di essere partecipi nel web ma pian piano divennero un’alternativa presenza in rete all’ormai tradizionale sito che le aziende adottavano.



Le grandi agenzie pubblicitarie videro un nuovo mercato disponibile che permetteva loro di fornire un pacchetto completo di web corporate identity che andava dalla realizzazione del sito, alla grafica applicata per poi aggiungere una nuova competenza: la strategia web.



Una nuova figura si andava a delineare ed era il Web Marketing Manager cioè quel soggetto che avrebbe seguito a livello strategico l’azienda nel mondo web integrandolo con la corporate communication strategy aziendale.

Le grandi aziende attinsero a professionisti che si erano formati all’estero, in quanto in Italia questa competenza non era erogata in corsi strutturati accademici o professionalizzanti, ma tutto il resto del panorama aziendale si affidò a esperti marketing (quasi sempre con formazione economica) che si reinventarono in una nuova professione che però non aveva più solo necessità di una competenza di management, ma anche comunicativa.

Iniziò quello che io definisco: fai da te del web marketing.



Ciò creò numerosi problemi alle aziende che misero nelle mani di persone inesperte anche budget consistenti senza però ottenere dei risultati reali.

Per fortuna oggi il panorama è cambiato e le aziende scelgono solo veri professionisti a cui affidare la propria presenza in rete.


Oggi per diventare un Web Marketing Manager non basta saper fare, ma serve la teoria.




Per un giovane che vuole inserirsi in quest’ambito il suggerimento è quello di seguire dei corsi universitari strutturati, mentre per chi già lavora da diversi anni è quello di rimanere aggiornati con partecipazioni a grandi eventi del mondo web, a leggere libri tematici, a partecipare a webinar e corsi online erogati da professionisti certificati.



Il marcato si è ulteriormente specializzato e, se solo 5 anni fa la figura del Web Marketing Manager doveva destreggiarsi in più competenze, oggi si è nettamente settorializzato includendo anche competenze di digital strategist.



Infatti oggi la professione del web marketing manager & digital strategist si declina in ambiti molto delimitati in cui ci si può specializzare e diventare: copywriter, lead generator, inbound marketer, growth hacker, social media manager, big Data analyst, Chief technology officer, community manager, customer relationship manager, digital advertising manager, digital Brand & corporate manager, digital communication manager, digital strategic planner, digital sound designer, e-commerce manager, editor and account manager, interaction designer, marketing research manager, media planning manager, on-line & creative project manager, on-line strategic planner, programmatic buying manager, digital project manager, publisher manager, SEO e SEM manager, unconventional marketing manager, viral marketing manager, web digital storyteller, web reputation analyst, web sentiment analyst.


Per definire meglio quale aspetto di questa professione può esserti utile ecco i miei 8 consigli:

1. inizia a capire quali competenze personali puoi mettere in gioco (ti piace più scrivere? analizzare i dati? prevedere gli sviluppi futuri?);

2. inizia a studiare blog di settore: leggi, capisci la struttura comunicativa e poi prova a comunicare in modo efficace un tuo pensiero;

3. acquista libri inerenti al settore in cui vuoi specializzarti;

4. nei social network inizia a seguire gli influencer e gli esperti più accreditati (crea delle liste per interesse su Twitter o su Linkedin);

5. partecipa ad almeno 2 eventi di settore a livello nazionale dove seguirai un percorso tematico di specializzazione;

6. individua dei corsi di laurea che ti specializzino e/o iscriviti a webinar e corsi online che permettano però di realizzare workshop in aula o a distanza;

7. iniziare a fare esperienze: realizzando ad esempio una strategia di personal branding per costruire la tua identità comunicativa digitale, per poi passare a lavori con clienti reali affiancando un expert manager;

8. quando pensi di essere pronto… riparti da sopra per ampliare le tue competenze. Questo lavoro è sempre in evoluzione, giorno dopo giorno, quindi studia, specializzati e creati nuove esperienze: sempre!


Quanto contenuto nell’articolo è espresso in modo più esaustivo nel libro che ho scritto e che trovi qui sotto.

Editore: Dario Flaccovio Editore
Collana: WebBook
Pagine: 320
Costo scontato: 24,65 euro

About the author

Brand strategist, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.
1 Response
  1. Caro Mariano,
    come sempre azzecchi il punto! I tuoi consigli sono quelli che ognuno di noi dovrebbe seguire…sì, anche io…ci sono moltissime figure perché il lavoro è tanto e complesso. Secondo me, è importante che le differenti figure si facciano contaminare dalle esperienze degli altri per saper lavorare in team con cognizione di causa. Il nostro è un mondo “liquido” dobbiamo saper comprendere anche le attività altrui e poter essere di supporto.

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