La Generazione Z interagisce meno con i brand nei social network

Quale strategia devono adottare i brand per raggiungere i consumatori? Sono necessari due approcci diversi per la Generazione Z e i Millenials. Qui le indicazioni provenienti da una ricerca.

La ricerca di Global wex Index ha preso in esame le propensioni all’acquisto dei consumatori appartenenti alla Generation Z (16-20 anni) e ai Millennials (21-34 anni).
Nonostante la Generazione Z passi più tempo ogni giorno nei social network rispetto ai Millennial (quasi 3 ore contro 2 ore e 39 minuti), la generazione più giovane interagisce meno con i brand in rete.

In tutte le azioni legate ai brand che si realizzano nei social network, la Generazione Z è sempre al secondo posto rispetto ai Millennials. Ad esempio, 1 su 4 Millennial ha visitato la pagina di un social network di un brand nell’ultimo mese, mentre la cifra per la Generazione Z è di 1 su 5.
Al di là delle persone conosciute nella vita reale, i Millennials sono più propensi a seguire i brand che amano nei social network. La Generazione Z preferisce seguire attori e personaggi famosi al posto dei brand. Per raggiungere questo pubblico diventano quindi importanti gli influencer o i VIP che sponsorizzano direttamente dei prodotti.
Per la Generazione Z i social network sono più una fonte di intrattenimento e un modo per stare al passo con le celebrità preferite, piuttosto che un luogo per l’interazione diretta con i brand.

Quindi un approccio diretto del brand al cliente va sconsigliato per la Generazione Z mentre auspicato per i Millennials. Per la generazione più giovane infatti gli approcci meno invasivi possono raccogliere maggiori consensi e stimoli all’acquisto.

Qui è possibile scaricare la ricerca completa: blog.globalwebindex.com/brand-interaction-social/

About the author

Brand strategist, esperto neuromarketing e neurobranding e founder laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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