Baby web reputation: una sensibilità da acquisire

Le foto dei bambini invadono il web, senza che i genitori si preoccupino delle ripercussioni future. È arrivato il tempo di introdurre la Baby web reputation.

La baby web reputation è la reputazione digitale per i figli minorenni. In Facebook, Instagram e negli altri Social vediamo moltissimi genitori (soprattutto mamme) che inseriscono post con la foto dei figli piccolini in ogni istante della giornata.

L’album di fotografia è stato sostituito completamente dai social network. Il motivo è semplice: prima lo scatto fotografico costava e necessitava di tempo, ora lo scatto digitale è gratuito, infinito a livello numerico e distribuibile con facilità.

La legge italiana ha già delle regole in merito. Stiamo parlando della sentenza del Tribunale di Roma, del 23 dicembre 2017 in cui un giudice ha condannato una madre a togliere dalla Rete tutte le immagini relative al figlio di 16 anni. Nel caso non rispettasse la sentenza, dovrà versare al giovane 10mila euro.

Ma credo che la baby web reputation sia più una questione pedagogica ed educativa, prima che giuridica.
Mi aspetterei che qualche agenzia di comunicazione realizzasse una bella campagna emozionale di sensibilizzazione digitale.


Non si tratta quindi solo di sensibilizzare i giovani all’uso corretto delle proprie immagini in rete, ma di
educare per primi i genitori.

Pensate anche solo alle foto delle mamme con il proprio figlio appena nato. Si realizza così un’identità digitale del futuro bambino prima ancora che questo abbia una reale identità personale.

L’idea chiave credo sia il rispetto della libertà dei propri figli, che sebbene propri figli, hanno il diritto di scegliere nel loro futuro come “mostrarsi al mondo”. In fondo nel postare le immagini dei propri figli c’è un istinto edonistico di se stessi.
Se prima le mamme erano contente quando giravano con la carrozzina e qualcuno diceva: «Che bel bambino!» ora non basta più. Il “bel bambino” e l’edonismo genitoriale va supportato da like, da condivisioni e da commenti con cuoricini.

È vero che i figli solitamente da grandi rinfacciano ai genitori moltissimi atteggiamenti, regole e comportamenti, ma credo che limitare queste opzioni possa essere una saggia mossa educativa e preventiva da parte dell’adulto.

Ma c’è anche chi dice che:

  • Una foto è una foto, non è il suo soggetto.
    Ormai, nell’era del digitale, non è più nemmeno un oggetto.
    A me del destino della foto interessa ben poco.
    Quello che conta è l’effetto che potrebbe fare una volta condivisa.
    E per questo c’è una semplice regola: sceglierle con cura e con un minimo di intelligenza.

    Claudia Porta
    Blogger di www.lacasanellaprateria.com

E voi che ne pensate? Credete sia giusto tutelare la Baby web reputation dei propri figli?

About the author

Brand strategist, esperto neuromarketing e neurobranding, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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