Il futuro della pubblicità è in mano ai giovani talenti contro agli Ad blocker

La pubblicità ha ancora un futuro se punterà a tornare una forma d’arte e coinvolgerà i giovani talenti. Infatti gli Ad blocker vogliono forme di advertising migliori… e hanno ragione.

Il mondo della pubblicità ha ancora un futuro, ma deve saperlo scrivere in maniera diversa rispetto all’attuale trend. Deve saper lottare contro gli Ad blocker.

Le agenzie pubblicitarie hanno bisogno di giovani talenti che creino forme pubblicitarie e strategie marketing migliori, aiutando la società e le persone verso un futuro migliore.

  • Blocco le pubblicità perché ritengo che le pubblicità possano essere molto migliori.

    Studente universitario

Perché vi è una larga percentuale di persone che blocca le pubblicità in rete?

Il primo motivo degli Ad blocker è perché si aspettano di più dalla pubblicità, visto il tempo che impiegano per la visione e per l’attenzione richiesta. Semplicemente non vogliono vedere annunci pop-up, banner, display e spot pubblicitari di 30 secondi che non siano divertenti o informativi. Insomma c’è bisogno di più creatività.

Il secondo motivo, più etico, è perché gli Ad blocker rispettano e danno seria credibilità agli annunci e ai contenuti pubblicitari che superano la barriera del blocco. Infatti se il contenuto pubblicitario riesce a superare il blocco, lo trovano più interessante e prestano maggior attenzione. Questo si realizza quando quel messaggio è stato costruito in modo più mirato, incorporato nei contenuti che loro stanno cercando, diventando quindi più efficace.

Il terzo motivo è che gli Ad blocker si aspettano pubblicità più significative e che prendano sul serio i bisogni del consumatore. Vogliono più creatività abbinata all’autenticità. In fondo stanno chiedendo che i brand siano più realistici, autentici e vulnerabili se serve.

  • La pubblicità emoziona, innamora, seduce.
    Suscita emozioni.
    Un chilo di pubblicità può contenere 999 grammi di razionalità,
    ma brillerà e si distinguerà per il suo grammo di follia.

    Luis Bassat
    Pubblicista spagnolo

Questi dati mostrano quindi un trend favorevole nei confronti dei contenuti pubblicitari. Adesso il compito è nelle mani delle aziende e delle agenzie pubblicitarie che devono smetterla di proporre contenuti sempre uguali, stereotipati e banali.

I giovani talenti di oggi hanno già uno standard elevato di valutazione in quanto sono nati in mezzo all’advertising aggressivo. Pensano ai brand, alla pubblicità e allo scambio di valore in modo nuovo attraverso 3 categorie: tempo, attenzione e promessa.
TEMPO: il tempo speso nei contenuti pubblicitari deve essere breve, conciso e preciso, senza sbrodolature. Oppure se ha una durata superiore deve possedere uno storytelling significativo e innovativo.
ATTENZIONE: il messaggio pubblicitario deve saper catturare l’attenzione e le tecniche collegate alle neuroscienze ci possono dare una mano. Qui ad esempio trovate un mio articolo su L’effetto Meraviglia che deve essere usato per catturare l’attenzione del pubblico.
PROMESSA: la promessa del contenuto pubblicitario deve essere utile, efficace ed etica, cioè deve rispondere ad un bisogno reale del consumatore.

In questo modo la pubblicità ha ancora un futuro glorioso da poter intraprendere.
L’advertising deve tornare ad essere un atto artistico e non solo commerciale.

  • Credo sia necessario ritornare alle parole del grande pubblicitario Bill Bernbach:
    La pubblicità non è una scienza.
    È persuasione.
    E la persuasione è un’arte.

    Bill Bernbach
    Pubblicitario statunitense

About the author

Brand strategist, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, in televisione come autore, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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