Amazon introduce il suo specchio in blended reality

Amazon, il portale di commercio elettronico di Jeff Bezos, continua l’assalto all’industria dell’abbigliamento con una innovazione di intelligenza artificiale: lo specchio a realtà mista.

Come ti potrebbe stare quel vestito al party pomeridiano a cui devi andare?
Ora Amazon ha una tecnologia brevettata per questo: un display in blended reality, a realtà mista si dice in italiano, che inserisce la tua immagine in una scena virtuale e ti permette di indossare una versione virtuale del tuo vestito.
Amazon ha infatti acquistato il brevetto per uno specchio in blended reality.
Questo specchio sarebbe un passo avanti rispetto alla fotocamera Echo di Amazon, l’assistente di stile, che è attualmente in commercio ma solo per clienti selezionati su invito.

L’idea di miscelazione degli spazi, chiamata blanded space, deriva dai pensieri di integrazione concettuale o fusione concettuale introdotte da Gilles Fauconnier, linguista francese e ricercatore della University of California e Mark Turner, docente di scienze cognitive alla Case Western Reserve University di Cleaveland.

Il pensiero creativo dei due inventori nasce dalla volontà di riunire concetti da due spazi di input diversi. Questi spazi hanno alcune corrispondenze tra loro e condividono una struttura comune in uno spazio più generico.
Lo spazio combinato prevede invece una mappatura parziale dei concetti e della struttura dei due spazi di input per fornire una nuova struttura che mostri le proprietà non possedute da nessuno degli spazi di input. In questo caso i due input sono il corpo umano e i vestiti che nella nostra realtà quotidiana vivono nello stesso spazio, ma nel mondo digitale provengono da due dati digitali diversi e non naturalmente comunicanti tra di loro.


Lo specchio in blended reality è costituito da uno schermo posizionato dietro lo specchio con proiettori che illuminano gli oggetti posti davanti allo specchio e una telecamera nascosta in grado di scansionare l’ambiente e generare così un modello virtuale.

Indiscrezioni sostengono che Amazon non avrebbe in progetto di utilizzare la tecnologia in tempi brevi perché necessita di essere perfezionata. Infatti questa nuova tecnologia andrebbe ad integrare bene il servizio di Prime Wardrobe che è anch’esso in fase di test. Questo servizio permetterebbe di scegliere tre o più oggetti tra l’oltre un milione di articoli presenti nel sito di Amazon. Questi indumenti arrivano a casa e si possono provare comodamente, con sei giorni di tempo per decidere se quel giubbotto o quella maglietta valgono veramente la pena di essere acquistati. Se si deciderà comprare i prodotti vi sarà l’addebito sulla carta di credito persino con uno sconto del 10 % nel caso in cui si decida di tenere tre o quattro oggetti e del 20% per cinque o più.

Con questo specchio in blended reality Amazon potrà continuare l’espansione nel settore dell’abbigliamento dove sta lanciando un sempre maggior numero di brand a propria firma.

Inoltre, lo specchio di Amazon è il naturale complemento di Body Labs, la piattaforma per la scansione 3D comprata nell’ottobre del 2017 per 50 milioni di dollari e che usa l’intelligenza artificiale e la modellazione virtuale per creare avatar dei consumatori in dimensioni reali.

Per Amazon il settore della moda sta diventando sempre più parte della strategia di posizionamento del sito di e-commerce.
Sta infatti sviluppando algoritmi che progettano abbigliamento basandosi sulle tendenze della moda che appaiono su Instagram e hanno successo.
Tutto considerato, uno specchio brandizzato Amazon che ti aiuta a vestirti non è poi così un’idea stravagante come si pensava un tempo.

About the author

Brand strategist, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, in televisione come autore, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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