È una donna l’inventrice del Wi-Fi: l’attrice Hedy Lamarr

Chissà perché quando pensiamo ad un’invenzione imputiamo la paternità sempre ad un uomo. Conoscete cosa hanno inventato Stephanie Kwolek, Grace Murray Hooper e Alva Fisher?

Tutti viviamo di preconcetti cioè di quelle opinioni che, non essendo sostenute dall’esperienza, possono costituire un grave ostacolo alla formulazione di un giudizio appropriato. Uno di quelli riguarda la paternità delle scoperte scientifiche: immaginiamo siano sempre imputabili a uomini. Già il termine “paternità” è fuorviante.

Vi sono invece molte scoperte che sono completamente al femminile. Ecco alcuni esempi: i giubbotti anti proiettile sono stati inventati da Stephanie Kwolek nel 1963 grazie alle sue ricerche sui polimeri mentre i tergicristalli da Mary Anderson nel 1903.

Margaret Hamilton fu la programmatrice del MIT che guidò il gruppo di scienziati che svilupparono il software di bordo per il Programma Apollo 11.

Nel 1906 Alva Fisher costruì il primo prototipo di lavatrice elettrica. La sega circolare elettrica fu brevettata da Tabitha Babbitt nel 1913 e la prima casa solare nel 1950 dalla ricercatrice Maria Telkes e l’architetto Eleanor Raymond.

Per il funzionamento del primo prototipo di computer nel 1871è stato fondamentale lo studio e la creatività di Augusta Ada King, contessa di Lovelance, che inventò il linguaggio con il quale impostare le funzioni della macchina.

La siringa medica è stata brevettata nel 1899 da Letitia Geer mentre Grace Murray Hooper inventò il primo software per scrittura e fu la prima ad utilizzare il termine “bug” per indicare un errore nella scrittura di un software.

L’attrice Hedy Lamarr invece inventò quello che oggi chiamiamo Wi-Fi.

Hedy Lamarr, nome d’arte di Hedwig Kiesler nasce a Vienna nel 1914 e nel 1937, in piena Seconda guerra mondiale, approda negli Stati Uniti dove diventerà famosa come attrice lavorando con i più importanti registi di Hollywood, a fianco dei più celebrati attori del suo tempo come Clark Gable, Judy Garland e Spencer Tracy.
 
Soltanto dopo il 2000 le è stato riconosciuto il ruolo di inventrice.

Hedy Lamarr studiò ingegneria a Vienna ed era bramosa di contribuire alla lotta contro il nazismo. Con altre star di Hollywood contribuì alla vendita di obbligazioni del governo federale americano che sovvenzionavano la guerra contro il nazismo, ma soprattutto sviluppò, insieme al compositore musicale George Antheil un sistema di guida a distanza per i siluri.

  • Le mie pupille sembravano scoppiare, ma non riuscivo a distogliere lo sguardo. Davanti a me c’era indubbiamente la donna più bella della terra. La maggior parte delle dive dello schermo non appaiono così belle quando le vedi in carne e ossa. Ma questa era infinitamente più bella che sullo schermo.

    George Antheil
    Musicista

Il brevetto consisteva in un sistema di modulazione per la codifica di informazioni da trasmettere su frequenze radio verso un ricevitore che le accoglieva nello stesso ordine con le quali erano state trasmesse.
Questa scoperta fu ignorata durante la Seconda guerra mondiale dalla Marina statunitense, ma è alla base della tecnologia di trasmissione dei segnali usati oggi nella telefonia e nelle reti wireless.

L’11 agosto 1942 venne depositato il brevetto n. 2.292.387 e un membro dell’Inventor’s Council lasciò trapelare la notizia alla stampa, per sfruttare a fini promozionali il nome di Hedy Lamarr. Però l’Inventor’s Council non sembrò propenso ad accettare un dispositivo bellico inventato da una diva del cinema, per di più austriaca, e da un compositore non più sulla cresta dell’onda. È per questo che solo nel 2000 si è riusciti a risalire al nome di Hedy Lamarr come inventrice.

Infatti il nome Wi-Fi venne utilizzato per la prima volta nel 1999 da un’idea dall’azienda di consulenza chiamata Interbrand. Molti pensano che Wi-Fi rappresenti l’acronimo di “Wireless Fidelity”, così come Hi-Fi rappresenta l’acronimo di “High Fidelity”.
Secondo quanto dichiarato da Phil Belanger, cofondatore della Wi-Fi Alliance, il termine Wi-Fi non ha alcun significato ma semplicemente rappresenta un marchio commerciale. In sostanza Wi-Fi è un nome senza senso, usato con l’unico scopo di creare uno slogan orecchiabile (per l’assonanza con Hi-Fi) per questo nuovo prodotto tecnologico.

  • Wi-Fi doesn’t stand for anything. It is not an acronym. There is no meaning.

    Phil Belanger
    Fondatore di Wi-Fi Alliance

Essendo la parola Wi-Fi di derivazione anglosassone nella lingua italiana è complesso decidere quale articolo applicare, se maschile o femminile. L’Accademia della Crusca rileva che nella maggior parte degli usi la parola venga utilizzata al maschile. Pertanto nella maggior parte dei casi si dice, il Wi-Fi e non la Wi-Fi. L’articolo al femminile dovrebbe indicare più che altro la rete Wi-Fi più che la parola in sé.

Quindi onore alle donne inventrici!

About the author

Brand strategist, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, in televisione come autore, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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