Hanno ancora senso i Walled Garden dei prodotti tecnologici e digitali nel 2018?

Apple iOS, Kindle di Amazon, PlayStation 4 di Sony, Nintendo, Xbox di Microsoft, Facebook e i maggiori social network blindano i contenuti del propri prodotti per difenderli dalla concorrenza. Ma non è una contraddizione con il principio di condivisione che guida la rete?

Il Walled Garden (giardino recintato o blindato in italiano) è un sistema software in cui il gestore dei servizi ha il controllo totale sul prodotto. È quindi il proprietario che decide quali applicazioni, contenuti e supporti possono entrare in dialogo con il proprio prodotto digitale e ne può limitare l’accesso in base ad un principio di convenienza, cioè di business.

Apple iOS, Kindle di Amazon, PlayStation 4 di Sony, Nintendo, Xbox di Microsoft, Facebook, LinkedIn e i maggiori social network sono l’esempio di Walled Garden odierno.

Ma ha ancora senso blindare le piattaforme nel 2018?
Sì, sicuramente per queste aziende! Ma risulta essere uno svantaggio per i clienti in quanto limita le possibilità di scelta dopo l’acquisto del prodotto.

Perché le aziende prediligono i Walled Garden?
Perché così possono controllare un mercato e gestirne tutte le caratteristiche di sviluppo, implementazione e business.
L’esempio in Italia era Enel che aveva il monopolio dell’energia, di SIP/Telecom che aveva l’esclusiva nella telefonia, o le Ferrovie dello Stato sulla viabilità su rotaie.
In questi decenni ad esempio i social network sfruttano in modo eccezionale tale possibilità in quanto gli utenti/clienti, riconoscendosi in una rete di pari e di simili, promuovono da essi stessi un sistema parzialmente chiuso ed esclusivo che diventa una comunità riservata (Gated Community).
L’esclusività, il cameratismo e in senso forte di appartenenza hanno guidato da subito gli utenti, che apprezzavano questa scelta, ma adesso le necessità sono cambiate. Oggi i clienti ricercano la maggiore libertà possibile infatti su 2 Iphone su 4 sono craccati. Il che vuol dire che nonostante la qualità riposta nel prodotto Apple i consumatori non vogliono sentirsi ingabbiati dall’azienda di Cupertino.
È già in atto nei social network la possibilità di personalizzazione ma i passi sono ancora lenti. Il più grosso Walled Garden di oggi è Facebook. Infatti ha una sua convenienza economica che sta sviluppando senza freni: mantenere l’utente al proprio interno.

Negli ultimi anni un nuovo Walled Garden è nato e si è consolidato: quello delle corporation dell’intrattenimento. A partire dall’accorpamento di case di produzione cinematografiche, reti televisive, testate giornalistiche e aziende di telecomunicazione, si sono diffuse queste multinazionali che gestiscono l’entertainment come Netflix, Amazon Video, Apple TV, Google Play Movies, Now di Sky.

Queste major hanno costruito dei Walled Garden dell’intrattenimento televisivo e sembra che nessuno se ne lamenti, utenti compresi. Sarà forse perché il prezzo dell’esclusiva di questo Walled Garden non è così alto?
Ma gli aggregatori delle piattaforme video sono già dietro l’angolo e tra poco sbarcheranno con potenza. Vedremo chi riuscirà a scalfire questi nuovi Walled Garden!

About the author

Brand strategist, esperto neuromarketing e neurobranding, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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