Mariagrazia Villa ci racconta le caratteristiche etiche del giornalista digitale

Ecco un nuovo libro che affronta l’aspetto etico del vivere digitale e soprattutto del giornalista digitale. Ma non è solo per giornalisti ma per chi vuole vivere eticamente la rete.

Probabilmente l’avete notato anche voi nel web o nelle librerie questo libro dal titolo strano: “Il giornalista digitale è uno stinco di santo. 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico.”
Direte: un altro libro scritto da un giornalista per i giornalisti? Ma quante cose devono scriversi questi giornalisti?
No! Non è il solito libro. E voglio darvi due motivi: il primo è perché l’ho letto e mi ha stupito, nonostante la mia iniziale ritrosia, e il secondo che l’ha scritto Mariagrazia Villa.

Per quei pochi che non la conoscono, Mariagrazia Villa ha conseguito la laurea in architettura al Politecnico di Milano. Ha lavorato per vent’anni come giornalista culturale per Gazzetta di Parma, come copywriter e foodwriter per quindici anni con il Gruppo Barilla. Io l’ho conosciuta quando stavo cercando un docente per le cattedre di Etica al Dipartimento di Comunicazione dell’università IUSVE che dirigo. Superate le valutazione dei titoli, l’ho convocata per la simulata di una lezione (sì da noi per insegnare i docenti devono superare anche una prova di didattica).

Al termine della simulata ho pensato: «Ma che cultura vasta ha questa donna?» Poi ho pensato: «Speriamo che gli studenti riescano a seguirla perché è un fiume in piena. Una sua lezione è come una puntata di un programma televisivo, pensato in ogni suo momento e in ogni suo passaggio, con sigla, ospiti, interviste…»
Da allora quindi è diventata docente di Etica e deontologia nei corsi di laurea triennale e magistrale dello IUSVE.

Dopo aver letto il libro in aereo da Venezia a New York ecco le domande che le ho posto.

Ci spieghi questo titolo creativo del tuo ultimo libro?
Curiosamente, avevo in mente questo titolo, ancora prima di sapere come avrei strutturato il libro e di cosa avrei parlato… Anche da giornalista, ho sempre in mente il titolo di un articolo, che poi è il focus della notizia, ancora prima di mettermi a scrivere.

Credo che questo “Il giornalista digitale è uno stinco di santo” mi sia piovuto in testa, perché fin da bambina sono stata molto attratta dai reliquiari custoditi nelle chiese. Mi facevano venire i brividi lungo la schiena, ma mi attraevano mortalmente…

Oggi che, da più parti, il giornalista digitale è accusato di essere la causa di ogni male e il vero cancro delle società democratiche, è assolutamente fondamentale che diventi uno stinco di santo. E che utilizzi la risorsa della rete come una miniera etica, ossia uno strumento di comunicazione in grado di migliorare ed espandere la sua coscienza in senso etico.

Il libro parla delle virtù etiche. Cosa sono per te e perché è necessario parlarne oggi?
Il concetto di virtù mi piace molto, perché è una tecnologia del sé,
come avrebbe detto Michel Foucault. Un dispositivo per correggerci e migliorarci in continuazione. Un’opportunità per lavorare su noi stessi e per compiere la nostra formazione come esseri umani.
Ogni virtù è dinamica e permette il disvelamento continuo di chi siamo. E tende sempre a un valore umano universale (lealtà, fiducia, generosità ecc.), per questo è etica.
Oggi, più che mai, abbiamo bisogno che la virtù ci aiuti a scoprire la verità di chi possiamo essere. Per fiorire in bellezza, profondità e gioia. E, naturalmente, per comunicare il bene, non solo per comunicare bene.

Mi hanno colpito nella lettura queste tre virtù: umiltà, visione e responsabilità.
Sono tre virtù essenziali, in effetti. Capisco che ti abbiano colpito! Peraltro, sono l’una connessa all’altra. Chi è umile è in grado di avere visioni e questa “chiamata” lo rende responsabile. Declinate nel mondo del web, queste tre virtù si possono riassumere in modo molto semplice. L’umiltà è la presa di coscienza che chi comunica non è l’unico furbo della rete. Per fortuna, è finito il tempo degli aperitivi milanesi degli anni Ottanta, quando era tutta una gara di spacconate e di egocentrismi. È arrivato il momento di abbassare la cresta e di cercare i piccoli tra noi.
La visione è la capacità di mettere più futuro nel serbatoio della comunicazione. È non accontentarsi del già visto per cercare un nuovo modo di aprire gli occhi (o di tenerli chiusi: anche nel buio dietro le palpebre c’è vita!). È scovare legami diversi tra le cose, è proiettarsi altrove con spirito insolito, è disegnare storie con protagonisti che mai avremmo immaginato.
La responsabilità chiude il cerchio: è il rispondere a chi ci chiama in causa e il rispondere di coloro su cui sappiamo di esercitare un’influenza. È tirare fuori il meglio di noi, riconoscendo ogni essere umano e ogni frammento di mondo come parte della nostra famiglia e del nostro orizzonte morale. Solo l’umile visionario diventa responsabile.

Questo manuale pratico di etica della comunicazione online è un libro colto. Non capita spesso di leggere libri piacevoli alla lettura ma che ti lasciano un contenuto culturale, che ti migliorano. E poi i gioielli di questo libro sono degli esercizi di scrittura alla fine di ogni capitolo che aiutano a interiorizzare quanto scritto.

Il giornalista digitale è uno stinco di santo. 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico.
L’etica nella comunicazione digitale è scomparsa?
Andando controcorrente c’è qualcuno che dice no. Che pensa sia proprio la rete a permettere ai giornalisti e, in senso più ampio, ai comunicatori di professione o di diletto, dai blogger ai social media writer, ai web content manager, di esercitare delle virtù morali.
A dire no, è Mariagrazia Villa, l’Autrice di questo manuale divertente e bizzarro, ricco di utili suggerimenti e curiosi esercizi di scrittura, per imparare a vedere il web come la nuova miniera dell’etica della comunicazione. Ventisette virtù da conoscere e da allenare, per acquisire un comportamento moralmente qualificato.
Perché il giornalista digitale è un santo, sì, ma non santo subito.
Perciò è chiamato a riflettere sul suo agire comunicativo sul web e a tirarsi su le maniche della coscienza.

Editore: Dario Flaccovio Editore
Collana: WebBook
Data di Pubblicazione: febbraio 2018
ISBN:
9788857907697
Pagine: 288
Costo: 23,80 euro
Formato:
brossura

About the author

Brand strategist, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

Lascia un commento

Seguimi sui social

Appuntamenti

Master in Brand positioning per consulenti finanziari

Ramada Plaza Hotel - Milano (MI)
06/10/2018

Le leggi della comunicazione odierna applicate alle Sale della comunità

La comunicazione di una Sala della Comunità - ACEC triveneta - Abano Terme (PD)
22/09/2018

Web Marketing Training 2018

Palazzo L’Unione Sarda - Cagliari
07/07/2018

Le ultime pubblicazioni

Advertising

Neuromarketing: perché gli archetipi sono importanti nel processo di vendita
10 settembre 2018By
Quando l’advertising fa sognare ma è anche sociale: Go beyond plastic di North Sails
21 luglio 2018By

Branding

Neuromarketing: le funzioni archetipiche per raggiungere emozionalmente il tuo pubblico
16 settembre 2018By
Chi è il vincitore tra il video e l’audio a livello emozionale? Ce lo dice il neuromarketing
6 settembre 2018By

Digital

Cos’è veramente il Digital Marketing, al di là di facili soluzioni
25 luglio 2018By
Abbiamo bisogno delle arti liberali ora più che mai: anche nel marketing e nella pubblicità
22 maggio 2018By

Marketing

Le neuroscienze e il neuromarketing si confrontano nella mente del cliente
11 settembre 2018By
Il Content Marketing in 54 soluzioni che funzionano anche senza budget
3 settembre 2018By

Social

Neuromarketing: la fluidità cognitiva nei social network e nel web
13 settembre 2018By
Comunicazione e manipolazione: scontro o incontro?
5 settembre 2018By