La tua azienda è pronta per la Generazione C?

In Italia si parla ancora dei Millenial, mentre qui negli Stati Uniti si parla di Generazione C. Chi è questo nuovo pubblico? Quali caratteristiche possiede?

La rivista americana di finanza ed economia Forbes ha recentemente pubblicato un articolo individuando le caratteristiche di un nuovo pubblico. La domanda di partenza che l’articolista si poneva era se le aziende fossero pronte per l’imminente cambio di pubblico verso cui comunicare.

Questa nuova classificazione del cliente è chiamata Generazione C.

La prima menzione di Generazione C (Gen C) può essere fatta risalire al 2004. Ma è nel 2010 che Nielsen e Booz Allen Consulting, una società americana di consulenza in materia di gestione e informazione tecnologica e di servizi governativi iniziano ad usare questo termine per definire i Millennial. Nel 2012 Generazione C ha avuto una sua precisa definizione data da Brian Solis, autore di numerosi libri che parlano di marketing digitale e modelli di business in evoluzione. La Generazione C è un gruppo di individui, indipendentemente dall’età, che usano l’abbondanza di tecnologia e connessioni durante la loro routine quotidiana.

Ma chi è la Generazione C?
Tradizionalmente le generazioni a livello sociologico sono definite dall’anno di nascita. In questo caso si è definito che i membri della Generazione C sono nati dal 1982 alla fine degli anni ’90 primi anni 2000.
La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che la Generazione C è un gruppo psicografico che condivide tratti, ideologie o stili di vita simili e può estendersi su più fasce di età. I membri della Generazione C sono utenti attivi in rete, fanatici della tecnologia e ricercano in internet contenuti di qualità. Questa Generazione C è definita dalle tre C: consumare, creare e curare.


La tua azienda è pronta per la Generazione C? Come raggiungerli?
La risposta è semplice: via internet. Il 59% della Generazione C si rivolge a Internet come principale fonte di intrattenimento. Pertanto, gli annunci di giornali, TV e radio tradizionali non sono la scelta migliore.
La Generazione C cerca nuovi prodotti e servizi nei social media. I social media hanno infatti un profondo impatto sul modo in cui le persone interagiscono, acquistano e visualizzano i brand. Ne derivano che le aziende devono creare contenuti creativi che chiedano di interagire nei social.

Le partnership con gli influencer online sono un modo ancora migliore di promuovere un’impresa rispetto agli annunci sui siti di social media poiché l’85% di Generazione C si basa sul feedback dei colleghi quando prendono decisioni sugli acquisti. Questi tipi di partnership aiutano a eludere il crescente problema degli ad-blocker. Per avere un effetto sostanziale di marketing, è fondamentale che gli influencer siano conosciuti nel settore che hai scelto come pubblico e abbiano un seguito considerevole.

Le imprese dovranno adottare un nuovo approccio poiché la Generazione C continuerà a crescere nei prossimi anni. L’attenzione dovrà essere sul contenuto visivo creativo che dovrà essere allo stesso tempo divertente e coinvolgente.

Infatti il 62% dei consumatori intervistati da Google si aspetta che i brand offrano un’esperienza coerente durante ogni interazione nei social. Se i consumatori hanno avuto esperienze positive, sono propensi a rimanere fedeli e consigliano il prodotto. Ovviamente i brand dovranno essere presenti e attivi su quante più piattaforme di social media possibile.

About the author

Brand strategist, esperto neuromarketing e neurobranding, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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