Flavio Insinna e la violenza sui social

Due programmi televisivi (due personaggi dello spettacolo) in guerra sull’apparenza e non sui contenuti.

In questi giorni imperversa in televisione la battaglia mediatica tra Mediaset e Rai attraverso due programmi storici in palinsesto da tantissimi anni: Striscia la notizia VS Affari tuoi.

Queste schermaglie sono iniziate nella stagione televisiva 2003/2004 quando la conduzione era affidata a Paolo Bonolis in quanto per la prima volta dopo un decennio l’access prime time veniva vinto ogni sera dal game show di Raiuno e non più dal telegiornale satirico di Canale 5.

Il programma era stato acquistato dalla Rai basandosi sul format Deal or No Deal, prodotto da Endemol che stava riscuotendo successo in tutto il mondo e nelle prime edizioni raggiunse audience pari a 34% di share e quasi 10 milioni di spettatori. Si potrebbe dire che il successo era scontato in quanto il game show stava macinando grandi risultati in tutti i 40 paesi in cui era trasmesso. Il gioco era molto semplice. Basato esclusivamente sulla fortuna e l’intuizione dei concorrenti che si trovavano a dover scegliere dei pacchi con all’interno oggetti o premi in denaro di diverso valore. A guidare il tutto c’era un conduttore (dopo Bonolis, Antonella Clerici, Pupo e Max Giusti) che animava in studio la scelta dei pacchi mentre all’esterno vi era un autore del programma che interveniva in studio telefonicamente per offrire premi di valore inferiore ai pacchi ancora disponibili. Il tutto serviva per animare il gioco e tenere il pubblico incollato al televisore per scoprire le sorti fortunate o avverse del concorrente in gioco.

Nel 2006 arriva alla conduzione il famoso attore Flavio Insinna che continuò a rafforzare l’audience del programma destando qualche preoccupazione ad Antonio Ricci, regista e autore storico di Striscia la notizia. Da questo momento in poi inizierà una battaglia ciclica da parte del telegiornale satirico di Canale 5 accusando il programma di pilotare l’audience e lo share tenendo nel finale del programma i pacchi più ricchi.

L’accusa di Striscia la notizia non tiene evidentemente conto che il gioco era sicuramente pilotato in quanto gli autori del programma conoscevano il contenuto dei pacchi e i rispettivi valori in denaro e inevitabilmente guidavano le scelte del concorrente attraverso le offerte telefoniche. Risulta quindi inspiegabile come molti spettatori non avessero compreso che l’attacco da parte del telegiornale satirico non aveva fondamento.

Già nel 2004 la RAI decise di querelare Mediaset per diffamazione e fece riprendere il programma in anticipo rispetto al tempo previsto proprio per continuare la battaglia di ascolti che rendeva il game show di Rai Uno sempre vincente. Nella puntata del 19 gennaio 2004 Paolo Bonolis decise di mostrare le prove della legittimità del programma, accusando Antonio Ricci di aver fabbricato uno scandalo ad hoc, mosso da invidia nei confronti del successo del programma RAI. La puntata risultò in assoluto la puntata più vista della storia del programma, con 15.252.000 telespettatori, pari al 45,89% di share.

  • Questo Paese non perdona il talento e la leggerezza. Io ho detto cose giuste in maniera sbagliata ma quello che mi sta succedendo è una cosa violentissima. Eppure stasera, con tutto l’odio che c’è contro di me, vengo qui a parlare di amore e di cose che questo Paese dovrebbe ritrovare.

    Flavio Insinna
    Attore e conduttore di "Affari tuoi"
  • Insinna si occupa della beneficenza di tutto il mondo, e io non userei questo modo di fare per difendermi da altre accuse. Per far capire che sono una brava persona, non c’è bisogno di dire che fai duemila cose di beneficenza, perché la beneficenza si fa per se stessi.

    Enzo Iachetti
    Attore e conduttore di "Striscia la Notizia"
  • I social vanno vissuti con il giusto peso.

    Lorella Cuccarini
    Ballerina e showgirl

Ma l’attacco da parte di Striscia la notizia è continuato fine giorni nostri dove sono state mostrate al pubblico delle immagini di una puntata di Affari tuoi dove il conduttore Flavio Insinna insulta violentemente una concorrente.
L’aspetto comunicativo da sottolineare è che alle immagini è stato abbinato un audio registrato di nascosto da uno degli autori durante un fuori onda nei camerini. In questa registrazione il presentatore si scaglia violentemente contro gli autori. Chi lavora in questo settore sa benissimo che quasi tutti i conduttori prima o poi si scagliano contro gli autori per diversi motivi, alcune volte validi mentre altri guidati esclusivamente dalla stanchezza o dall’arroganza del successo raggiunto. Una cosa è certa ed è che a metterci la faccia è sempre il conduttore a cui viene imputato il successo o insuccesso del programma.

È lecito che una discussione avvenuta in redazione venga diffusa da un programma televisivo concorrente? Dov’è il limite tra la sfera privata di una discussione tra colleghi di lavoro e quella pubblica?


Flavio Insinna in questi giorni ha rilasciato una propria dichiarazione su Facebook prendendosi la responsabilità degli insulti ma anche ribadendo la legittimità della tutela della privacy e della propria immagine. È vero che un personaggio pubblico sceglie di mostrarsi e sottoporsi al giudizio del pubblico, ma c’è un limite?
Nei social network l’attore è stato pesantemente attaccato ma l’analisi del sentiment è indubbiamente a suo favore.
Per di più l’azienda Acqua Rocchetta-Brio Blu, di cui Insinna è testimonial da molti anni, ha sospeso la programmazione degli spot e chiesto scusa ai suoi clienti.

Sono sicuro che questa storia non finirà a breve in quanto comunque giova all’audience di Striscia la notizia che con grande abilità riesce ad aumentare il numero di spettatori quando il nuovo programma concorrente su Raiuno Soliti ignoti condotto da Amadeus batte regolarmente il telegiornale satirico di Mediaset.

Nello schema sopra l’audience e lo share a confronto. In arancione il programma vincente.

About the author

Brand strategist, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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