Il mondo pubblicitario coinvolto nelle fake news nel progetto dell’UE

L’Unione Europea sta combattendo la lotta contro la disinformazione online e punta su un Codice di buone pratiche che i social dovranno applicare. La novità? Coinvolgere il mondo dell’advertising.

Anche il mondo della pubblicità dovrà avere un ruolo attivo nella lotta alle fake news in Europa. È quanto ha stabilito la Commissione europea, che ha varato un nuovo pacchetto di misure contro la disinformazione online. Perché anche una pubblicità ingannevole è una fake news.

Bruxelles punta innanzitutto sulla realizzazione di un Codice di buone pratiche che i social network dovranno applicare. Il Codice sarà elaborato da una Commissione composta da ricercatori e esperti del settore. I soggetti chiamati in causa sono le stesse piattaforme digitali, il mondo dell’informazione e quello pubblicitario, i media e la società civile.

Il codice di buone pratiche sarà volontario ma, se i risultati ottenuti non saranno soddisfacenti, la Commissione potrà passare alle vie legislative.


È evidente che il caso Cambridge Analytica ha suscitato molti punti interrogativi e perplessità sull’uso dei dati degli utenti e la loro manipolazione.
Coinvolgere il mondo della pubblicità oltre che al mondo dell’informazione è un passo importante perché migliorerà la qualità dell’advertising che da sempre deve avere delle norme etiche.

Ci sono 2 modi per vedere questo nuovo Codice: in modo negativo considerandolo una nuova incombenza oppure positivo.
Io propendo per questa seconda opzione perché questo codice ridurrà la dispersione di informazione pubblicitaria che crea spam. Ridurrà il fastidio nei confronti del pubblico che viene bombardato di pubblicità inutili e di Clickbait ingannevoli.

Potremmo dire che è uno stimolo a ridurre lo spam che sappiamo essere a basso rendimento. I marketers già si sono impegnati su questo fronte ma con risultati non sempre soddisfacenti.

  • Parla con le persone con cui vuoi parlare.
    Cerca il mercato per le persone che vogliono essere commercializzati.
    Perché i messaggi corretti, personali e pertinenti supereranno sempre lo spam.
    In due semplici parole: chiedi prima.

    Seth Godin
    Scrittore e marketer statunitense

Sull’argomento etico vi consiglio questo libro:

Il giornalista digitale è uno stinco di santo. 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico.
L’etica nella comunicazione digitale è scomparsa?
Andando controcorrente c’è qualcuno che dice no. Che pensa sia proprio la rete a permettere ai giornalisti e, in senso più ampio, ai comunicatori di professione o di diletto, dai blogger ai social media writer, ai web content manager, di esercitare delle virtù morali.
A dire no, è Mariagrazia Villa, l’Autrice di questo manuale divertente e bizzarro, ricco di utili suggerimenti e curiosi esercizi di scrittura, per imparare a vedere il web come la nuova miniera dell’etica della comunicazione. Ventisette virtù da conoscere e da allenare, per acquisire un comportamento moralmente qualificato.
Perché il giornalista digitale è un santo, sì, ma non santo subito.
Perciò è chiamato a riflettere sul suo agire comunicativo sul web e a tirarsi su le maniche della coscienza.

Editore: Dario Flaccovio Editore
Collana: WebBook
Data di Pubblicazione: febbraio 2018
ISBN:
9788857907697
Pagine: 288
Costo: 23,80 euro
Formato:
brossura

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About the author

Brand strategist, esperto neuromarketing e neurobranding, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.

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