Abbiamo bisogno delle arti liberali ora più che mai: anche nel marketing e nella pubblicità

In un mondo in cui tutti hanno ragione, dove i numeri sono relativi, dove le argomentazioni si basano su una semantica esclusivamente personale è bene tornare allo studio delle arti liberali: grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, astronomia e musica

Durante il Medioevo le arti liberali erano l’espressione con la quale s’intendeva il curriculum di studi seguito dai chierici prima di accedere agli studi universitari. Le arti liberali erano quelle attività dov’era necessaria un’attività prettamente intellettuale, a fronte delle arti meccaniche che richiedevano una fatica fisica.

Tradizionalmente le arti liberali erano divise in:
Arti del Trivio: grammatica, retorica e dialettica;
Arti del Quadrivio: aritmetica, geometria, astronomia e musica.

Oggi nella nostra società l’impegno intellettuale viene spesso snobbato, da tutte le generazioni, non solo dai giovani.
Gli eventi vengono volontariamente ignorati o opportunamente respinti. I dati sono manipolati e interpretati per ottenere profitti piuttosto che illuminare aspetti della verità. La gratificazione immediata e la crescita personale sono celebrati come virtù per il mondo del lavoro senza soffermarsi su l’interesse pubblico e il bene comune.
Trovare un linguaggio comune per una conversazione è una rarità.

Qualunque sia la visione sociale, politica e religiosa, dovremmo essere tutti allarmati.

Questo sistema, in cui scarseggiano le abilità, l’esperienza, i dati, i giudizi, le parole, il rispetto e l’identità personale, denota una società in difficoltà.
La speculazione intellettuale non esiste più. Tutti hanno verità da proporre e la loro verità è sempre migliore delle altre.

Un’educazione alle arti liberali può svolgere un ruolo importante per cambiare la situazione attuale. Le arti liberali comportano un’audacia intellettuale che avviene attraverso la valorizzazione delle competenze, della comunità e dell’identità personale.

La competenza si acquisisce tramite uno studio approfondito e un’educazione rigorosa, che costruisce e affina le capacità del pensiero critico e dell’analisi. Si basa sulla capacità di continuare ad imparare e la disposizione ad essere intellettualmente agili, per esercitare il giudizio e comunicare in modo efficace.


Abbiamo una grande responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. Non dobbiamo insegnare a cosa pensare ma a come pensare. Bisogna dare le conoscenze e le abilità per sviluppare il coraggio di pensare da soli e di plasmare principi, prospettive, credenze e soluzioni ai nuovi problemi della nostra società. Ma questo è possibile se alla base c’è un fondamento di studio e disciplina sul corretto argomentare che al momento manca.
Tutti vi sarete imbattuti in post sui social in cui gli utenti commentano senza aver compreso neanche quanto scritto oppure divagano su altri argomenti con una correlazione semantica pari a zero. E i mass media sono abili a confondere gli ambiti semantici per ottenere spiazzamento e indecisione da parte del pubblico.

La retorica e la logica vanno studiate se si vuole un corretto argomentare, altrimenti saremo sempre in balia del gusto personale, della propria posizione personale a scapito di quella oggettiva. L’aritmetica non è soggettiva, i numeri hanno un valore. La musica descrive mondi interiori e ambienti in modo straordinario e unico.

Ovviamente la parte pratica nella vita è indispensabile ma se non è fondata su un sapere certo risulta inutile. È come insegnare ad una persona a compiere qualcosa senza spiegargli il perché o come poter eventualmente evolvere quell’azione di costruzione.
Comunque rimango ottimista perché conosco il potere dell’insegnamento del ragionamento, della competenza, della comunità educativa e del potere che hanno i giovani di cambiare e migliorare… e migliorarci.

Le arti liberali sono più che mai attuali e ognuno di noi deve impegnarsi! Dobbiamo insegnare ai giovani che è necessaria una forma nuova di artista in questa società in cui sia promosso il valore e non il successo.

  • Il tocco supremo dell’artista, sapere quando fermarsi.

    Arthur Conan Doyle
    Scrittore britannico

La foto principale di questo articolo è una delle rappresentazioni più complete delle arti liberali nel Medioevo. Si trova nel Cappellone degli Spagnoli a Firenze, affrescato da Andrea di Bonaiuto.

About the author

Brand strategist, docente universitario e CEO laurea Magistrale in Web Marketing & digital communication dell'università IUSVE | Da sempre presente nel mondo social ho coltivato la passione per la comunicazione lavorando in radio come speaker, in televisione come autore, scrivendo romanzi per ragazzi, insegnando all’università, come brand strategist per aziende e agenzie, tenendo numerose conferenze sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del web.
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